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  • O.M.M.

PRIMAVERA A NATALE/ SPRING TO CHRISTMAS

Oggi è Natale, e in Italia è una giornata di primavera, infilata magicamente nel cuore dell’inverno, calda e senza vento, luminosa e limpida a tal punto che da alcune colline sembra di poter scorgere i sentieri dei monti azzurri all’orizzonte. Non ho potuto resistere alla tentazione di vagare per le campagne deserte, dove si sente solo musica di campanelle di caprette al pascolo e di cinguettii disordinati ma perfettamente armoniosi. C’è una Gioia senza fine e senza motivo in questo angolo colorato di natura. E’ come una festa parallela e molto più duratura di quella che solennizziamo noi uomini, finendo nella maggior parte dei casi per vivere questi giorni dell’anno come “la solita vacanza, con le solite abbuffate, prima che ricominci la solita storia”.

Mi siedo allora sotto un albero e guardo il cielo insieme a lui e a tutti gli ulivi che anche se non parlano sembrano sapere e voler dire che da qualche giorno a questa parte il Sole è rinato, dopo il solstizio del 21 dicembre, e che la sua luce non è separata da quella del nostro sole interiore, da cui germogliano sempre nuove comprensioni e nuove energie di crescita e rinnovamento.

In quella quiete profondissima e profondamente viva, mi accorgo di tutti i pensieri assorbiti ed accumulati nelle ultime settimane, come se mi accorgessi di una nebbia folta e grigiastra nella quale ero immersa e della quale mi ero assuefatta, sopportandone inutilmente la pesantezza.


Alla mia percezione i pensieri appaiono come striature nell’etere, dalle conformazioni più diverse, ed il loro comportamento assomiglia a quello delle molecole, quando si legano tra di loro, formando delle catene, le quali si ripiegano, costituendo via via strutture più complesse. Similmente, anche i singoli pensieri, si legano tra loro in catene, le quali a seconda dell’intenzione e dell’attenzione con cui vengono nutrite, si organizzano in forme via via più articolate, formando qualcosa paragonabile a “impalcature” più o meno elastiche, di sostanza immateriale.

La Natura aiuta a “smontare” la sovrastrutture della mente, ma da sola non basta, se non si presta attenzione a cosa accade quando si rientra nel proprio mondo mentale e nel mondo mentale condiviso, in cui la società umana fabbrica gran parte dei suoi prodotti, più o meno riusciti. Mi accorgo che di quando in quando mi aiuta identificare con precisione quali pensieri in un dato periodo sono fonte di stress mentale ed emozionale. Mi aiuta identificare le attitudini mentali, costituite dai pensieri più ricorrenti, e quindi a cui evidentemente cedo più attenzione ed energia, per poter scegliere se cambiarle o no. Poiché il bello è che possiamo scegliere. O meglio – possiamo scegliere, a patto che coltiviamo sufficiente presenza da poter “osservare ciò che pensiamo e come pensiamo”. Senza questa postura osservativa, la scelta non si può attuare né addirittura ipotizzare, poiché in quel caso “diventiamo i nostri pensieri” e non vediamo altro, non si dà nessuna scelta, se non quella di annaspare correndo dietro ai dettami della mente. Siamo dentro la nebbia fitta e pensiamo che non esista neanche alcun cielo, all’interno del quale la nebbia sia solo una manifestazione circoscritta e passeggera.


Oggi festeggio la (Ri)Nascita e quindi mi impegno a scegliere di far crescere nuovi attitudini in me, più aperte e costruttive. Mi chiedo quali tra i pensieri più ricorrenti che ho, sono quelli che mi sottraggono maggior energia, maggior gioia, maggior pace. Alla mente appaiono le “questioni” fondamentali di questo periodo della mia vita, ma mi incoraggio a guardare oltre, cioè a vedere che non sono “le questioni in sé”, più o meno complicate, a togliere energie preziose, ma sono alcune forme pensiero che turbinano disordinatamente attorno alle questioni a turbare la quiete dell’Essere e a mettere radici come erbaccia nello spazio della consapevolezza, altrimenti libero come un cielo azzurro.

Mi accorgo che c’è un substrato di quiete perenne, che fa da sfondo anche ai pensieri più cupi ed indesiderati, e mi accorgo anche che è una parte di me quella che in un battito di ciglia decide ogni volta a quale pensiero attaccarsi o meno. E quella decisione avviene talmente rapidamente, che talvolta non credo neanche di averne la responsabilità.

Ma la Natura, cullandomi nella sua presenza, mi aiuta a vedere che ciò che intrattengo nella mia mente dipende da me, altroché! E che ogni volta posso utilizzare la luce del sole interiore, per vedere nella nebbia e diradarla, o semplicemente per allontanarmi da essa e celebrare insieme a tutto ciò che vive consapevole della sua Essenza, la Nascita e Rinascita continua del Divino in tutte le sue forme.


Buon Natale a tutti. - OMM

Today is Christmas, and in Italy it is a warm and windless spring day, magically inserted in the heart of winter, bright and clear to the point that from some hills it seems that you can see into the hiking paths of the blue mountains on the horizon. I could not resist the temptation to wander through the deserted countryside, where you can hear only the music of grazing goat bells and disordered but perfectly harmonious chirping. There is an endless joy for no reason in this colorful corner of nature. It is like a parallel celebration, which is much longer lasting than the one solemnized by us people, in most cases living these days of the year as "the usual holiday, with the usual binges, before the usual story of the ordinary every-day-life starts again". I then sit under a tree and look at the sky with his soothing company and I see that all the olive trees seem to know and silently say that since a few days now the Sun has been reborn, after the solstice of December 21st, and that its light is not separate from that of our inner sun, from which new understandings and new energies of growth and renewal always spring up. In that very deep and deeply alive stillness, I notice all the thoughts absorbed and accumulated in the last weeks, as if I were aware of a thick and grayish fog in which I was immersed and of which I had become accustomed, bearing unnecessarily the heaviness.

To my perception, thoughts appear as streaks in the ether, with the most diverse conformations, and their behavior resembles that of molecules, when they bind together, forming chains, which fold back, gradually forming more complex structures. Similarly, even the individual thoughts bind together in chains, which - depending on the intention and attention with which they are nourished- organize themselves in more and more articulated forms, shaping something comparable to more or less elastic "scaffolds" , of intangible substance.

Nature helps to "dismantle" the superstructures of the mind, but this alone is not enough, if you do not pay attention to what happens when you return to your mental world and to the collective mental world, in which human society manufactures a large part of its more or less successful products. I realize that from time to time it helps me to identify precisely which thoughts in a given period are a source of mental and emotional stress. It helps me to identify mental attitudes, consisting of the most recurring thoughts, and therefore to which I evidently give more attention and energy, in order to choose whether to change them or not. Because the beauty is that we can choose in fact. Or rather - we can choose, as long as we cultivate enough presence to be able to "observe what we think and how we think". Without this observational posture, the choice cannot be implemented or even hypothesized, since in that case "we become our own thoughts" and we see nothing else, no choice is given, except to reel by running after the dictates of the mind. We are inside the thick fog and we think that there is not even any sky, within which the fog is only a limited and passing manifestation.

Today I celebrate the (Re) Birth and therefore I undertake to choose to grow new attitudes in me, more open and constructive. I wonder which of the most recurring thoughts I have are those that take away from me most energy, most joy, most peace. The fundamental "questions" of this period of my life appear to the mind, but I encourage myself to look further, that is, to see that it is not the "issues per se", more or less complicated, that take away precious energy, but what causes me to shutt off my energy are some thought forms that swirl disorderly around the issues disturbing the peace of Being and taking roots as a weed in the space of awareness, otherwise free as a blue sky. I realize that there is a substrate of perennial stillness, which is the background even to the darkest and most unwanted thoughts, and I also realize that it is a part of me that in a blink of an eye decides each time which thought to attach or not . And that decision happens so quickly, that sometimes I don't even think I have responsibility for it. But Nature, cradling me in her presence, helps me to see that what I have in my mind actually depends on me. And that every time I can use the light of the inner sun, to see in the fog and thin it out, or simply to get away from it and celebrate together with everything that lives aware of its Essence the neverending Birth and Rebirth of the Divine in all its forms .

Merry Christmas to all of us. - OMM


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© 2019 by Ottavia Maria Maceratini