Cerca
  • O.M.M.

FORMA SONATA E PSICHE / SONATA FORM AND OUR PSYCHE (ITA/EN)

Che cosa c’entra la forma-sonata di un pezzo di musica classica e la nostra psiche? In breve, la forma-sonata, bitematica e tripartita, è un particolare modo di organizzare ed articolare il discorso musicale per il quale dopo aver esposto due temi/idee musicali significativi e tra loro più o meno contrastanti (in una sezione non a caso definita “esposizione”), si passa ad una fase (“sviluppo”) in cui si entra pienamente nel loro “conflitto”, in cui la tonalità di partenza viene lasciata, smarrita, cambiata, in cui le idee musicali di partenza subiscono ampliamenti, troncamenti e vere e proprie trasformazioni, fino a che nell’ultima sezione della forma (detta “ripresa”) ritornano i due temi dell’inizio proposti peró in un modo non più antitetico, bensì potremmo dire “integrato”. Ecco, la forma-sonata rappresenta simbolicamente e nei suoi tratti più essenziali uno schema interiore che conosciamo fin troppo bene. Ossia la polarizzazione interna che spesso si crea all’interno dell’animo umano. Già in atto anche nelle piccole cose quotidiane, come per esempio quando non sappiamo prendere una semplice decisione, come uscire a cena o no e ci sentiamo “divisi” interiormente in due o più parti. La polarizzazione crea una situazione di tensione di ordini di grandezza variabili, fino a diventare intollerabili, laceranti, distruttivi, a seconda del tipo di situazione che la crea, a seconda dell’intensità delle emozioni in gioco, a seconda della posta in gioco rispetto alle scelte rispetto a cui siamo “polarizzati”, dunque divisi. Qui, nella maggior parte dei casi, si ferma l’analogia tra la psiche e la forma-sonata, nel senso che purtroppo, nella maggior parte dei casi, o restiamo nel conflitto interiore di un eterno dualismo, di scelte rimandate, di ferite lasciate marcire oppure una delle due parti prende il sopravvento sull’altra, divorandola, rinnegandola, ignorandola, e dunque risolvendo quel dualismo solo in apparenza, poichè nel sopravvento non c’è unità ma ancora due entità che si considerano separate l’una dall’altra, un oppressore e una vittima. Poche volte ci viene da mettere in atto la dinamica che invece la forma-sonata propone nella sua ultima sezione - un’integrazione. Ossia “ascoltare e capire” ambo le parti, (o più parti ancora), farle incontrare, farle rendere conto l’una dell’esistenza dell’altra, al fine di trovare un'intento comune. Una comune “tonalità” sulla quale poter cantare entrambe. Perchè accade poche volte? Perché l’integrazione è faticosa. Unire ció che è diviso richiede impegno, energia e vulnerabilitá. Richiede una sospensione di giudizi, un ampliamento di vedute, e la voglia di lasciare il noto per l’ingnoto... Nietzsche diceva “senza la musica la vita sarebbe un errore”, ma noi la musica fortunatamente ce l’abbiamo. E ne possiamo fare un uso che va aldilà del consumo, un uso che ci consenta di vivere una vita che anche in assenza di musica non debba essere mai considerata “un errore”. - OMM



What does the sonata-form of a music piece have in common with our psyche? In short, the sonata form, (with two main themes and three sections), is a particular way of organizing and articulating the musical discourse for which, after exhibiting two significant musical themes / ideas which are more or less conflicting (in a section not by chance defined "Exposure"), we go on to a phase ("development") in which we fully enter into their "conflict", in which the ground tonality is left, lost, changed, in which the musical ideas of the previous section undergo enlargements, truncations and real transformations, until in the last section of the form (called "recapitulation") the two themes of the beginning return, but in a way that is no longer antithetical, but we could say "integrated". So, the sonata form symbolically represents in its most essential features an interior pattern that each of us knows all too well. That is the internal polarization that is often created within the human soul. The polarization happening even in small everyday things, such as when we do not know how to make a simple decision, whether we should go out for a dinner or not and we feel "divided" internally in two or more parts. The polarization creates a situation of tension of variable degrees of magnitude, to the point of becoming intolerable, lacerating, destructive, depending on the type of situation that creates it, depending on the intensity of the emotions involved, depending on what is at stake depending on the choices among which we are "polarized", therefore divided. Here, in most cases, the analogy between the psyche and the sonata form ends, in the sense that, unfortunately, in most cases, we remain in the inner conflict of an eternal dualism, of postponed choices, of wounds left rot or, another recurrent scenario is that one of the two parts takes over the other, devouring it, denying it, ignoring it, and thus resolving that dualism only in appearance, since in taking the upper hand there is no unity but still two entities that are considered separate from each other . Few times we come to put in place the dynamics that the sonata form proposes in its last section instead - an integration. That is, "listening and understanding" both sides, (or several parts), making them meet, making them aware of one another's existence, in order to find or even create a common intent. A shared "tonality" on which both can sing. Why does it happen only a few times? Because integration is tiring. Unifying what is divided requires commitment, energy and vulnerability. It requires a suspension of judgments, a widening of views, and the desire to leave the known for the unknown ... Nietzsche said "without music, life would be a mistake", but we fortunately have the music. And we can make use of it in a way beyond consumerism, a use that allows us to live a life that even in the absence of music should never be considered "a mistake". - OMM

3 visualizzazioni

© 2019 by Ottavia Maria Maceratini