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  • O.M.M.

DALLA VITA ALL'ARTE DALL'ARTE ALLA VITA/ FROM LIFE TO ART FROM ART TO LIFE

L'arte ruota intorno alla comunicazione e all'esternalizzazione di visioni, emozioni, pensieri e messaggi di vario tipo. Può essere usata sia come supporto per imparare a comunicare ciò che è veramente dentro di noi sia come fuga dall'imparare quell'abilità ed applicarla in contesti esterni all'arte stessa. Facciamo un esempio: supponiamo che tu sia un cantante professionista: è ovviamente molto più sicuro esternare i tuoi sentimenti d'amore cantando una canzone su un palco, piuttosto che dare voce a quei sentimenti in una forma “usuale”, di fronte alla persona a cui quei sentimenti sono ispirati e dunque affrontando il rischio di essere rifiutato ...

Oppure un esempio dalla mia storia personale – non di rado mi capita, specie dopo uno spettacolo intenso e soddisfacente dal punto di vista artistico, di sentirmi incapace di trasmettere contenuti emotivi con la stessa facilità che si ha “in scena”, a persone con le quali interagisco su base quotidiana.

Quindi, diventa davvero interessante quando iniziamo ad osservare noi stessi nelle nostre interazioni sociali. La domanda è: Vogliamo comunicare per davvero? Quanto siamo interessati ad una comunicazione autentica?

Penso che questa sia una domanda molto importante per tutti, ma è ancora più rilevante per le persone come me interessate all'arte, perché ci mantiene consapevoli su un fatto: se ci piace l'arte in quanto essa ci aiuta ad affrontare / connetterci davvero con l'altro, rappresentato dal pubblico, o ci piace l'arte in quanto essa funge da rete di sicurezza e da comoda interfaccia tra noi e la realtà quotidiana.

Qualunque sia la risposta che riceviamo da quella domanda, l'importante è renderci conto che di certo avvertiamo un bisogno di comunicazione e che per soddisfare tale esigenza in modo più pieno e profondo, potrebbe essere utile prestare attenzione prima di tutto ad alcuni aspetti relativi alla nostra vita interpersonale. Di seguito alcuni suggerimenti:

- Prova a prestare attenzione alle tuoi “confini energetici”, ossia a ciò che tu percepisci come tuo spazio vitale, concentrandoti sui suoi contorni - come cambiano questi quando ti siedi davanti a qualcuno? Quando ti avvicini a qualcuno, quando parli a qualcuno: Si induriscono o si ammorbidiscono?

- Prova a prestare attenzione a come e quando la tua "maschera sociale" prende il sopravvento sul tuo “autentico io”. Cerchi di essere gentile, diplomatico ed educato quando comunichi con un'altra persona o metti davvero al primo posto l’intenzione di connetterti con l'altro, sentendo il suo mondo interiore e mettendolo in dialogo con il tuo?

- Quando ti permetti di essere veramente presente con l'altro e di rinunciare a qualsiasi forma di pretesa?

- Quanto è bello (o meno) per te vedere ed essere visto/a davvero?

- Quanto è bello (o meno) per te non nasconderti dietro un'immagine?

- prova solo a prestare attenzione alla tensione che senti nel corpo in tutti i tuoi vari scambi interpersonali. Quanto trattieni al tuo interno e quanto esprimi naturalmente?

Troppo spesso, appena incontriamo un'altra persona, diventiamo immediatamente attori. Questo non significa non riconoscere il fatto che ci siano vari registri comunicativi e situazioni diversificate, per le quali sia certamente opportuno mantenere una rispettosa distanza dall’interlocutore. Si tratta piuttosto di notare quando la “distanza” o la “maschera” diventano un abito comunicativo indesiderato, laddove non lo vorremmo, quindi anche con persone con le quali desidereremmo aprirci, ma con le quali non appena interagiamo, anziché cercare l'autenticità nostra e altrui, cerchiamo la sicurezza di una conversazione pragmatica e di facciata evitando di essere visti nella verità presente del nostro mondo interiore.

Ma poi, c'è l’“Arte” per “l'artista”, o per “amante dell'arte” ed i nodi della vita, portati appunto nel regno dell'Arte, ricevono l'opportunità di essere sciolti, tuttavia non dovremmo finire per credere che questo significhi avere realizzato miglioramenti consistenti nella nostra effettiva capacità di comunicare e connetterci con le persone in modo profondo e autentico. Infatti il ​​processo resta incompleto, fino a quando le aperture e le scoperte trovate e messe in atto attraverso l'arte e la manifestazione artistica non vengono magistralmente trasferite alla nostra vita quotidiana. - OMM

Art revolves around the communication and externalization of visions, emotions, thoughts and messages of various kinds. It can be used both as a support to learn to communicate what is really inside us and as an escape from learning that skill and applying it in contexts outside of art itself. Let's take an example: suppose you are a professional singer: it is obviously much safer to express your feelings of love by singing a song on stage, rather than giving voice to those feelings in a "usual" form, right in front of the person those feelings are inspired by and therefore facing the risk of being rejected ...

So it becomes really interesting when we start to look at ourselves in our social interactions. Do we want to communicate for real? How interested are we in authentic communication?

I think this is a very important question for everyone, but it is even more relevant for people like me interested in art, because it keeps us aware of a fact: whether we like art because it helps us mature and grow as human beings and so to really face / connect with the other, represented by the public, or we like art as it serves us like a safety net and a comfortable interface between us and everyday reality.

Whatever the answer we receive from that question, what matters in the end is to realize that we certainly feel a need for communication and that in order to meet this need in a fuller and deeper way, it might be useful to pay attention first of all to some aspects related to our interpersonal life. Here are some suggestions:

- Try to pay attention to your "energy boundaries", or in other words what you perceive as your vital space, focusing on its contours - how do these change when you sit in front of someone? When you approach someone, when you talk to someone: Do they harden or soften?

- Try to pay attention to how and when your "social mask" takes over your "authentic self". Do you try to be kind, diplomatic and polite when communicating with another person or do you really put the intention to connect with the other in the first place, feeling his/her inner world and putting it in dialogue with yours?

- When do you allow yourself to be truly present with the other and stop pretending to be different than you are or to feel differently than you are feeling?

- How nice/bad is it for you to actually see and be seen?

- How nice/bad is it for you not to hide behind an image?

- Try to pay attention to the tension you feel in your body in all your various interpersonal exchanges.

Too often, as soon as we meet another person, we immediately become actors.

This does not mean not recognizing the fact that there are various communicative registers and diversified situations, for which it is certainly appropriate to maintain a respectful distance from the interlocutor. It is rather a question of noticing when the "distance" or the "mask" become an unwanted communicative habit, especially where we would not like it, therefore also with people with whom we would like to open up, but with whom as soon as we interact, instead of seeking our own and their authenticity, we seek the security of a pragmatical fake conversation and try to avoid being seen in the present truth of our inner world.

But then, there is “Art” for the “artist”, or the “art lover” and the knots of life, brought into Art’s realm, receive the opportunity to be unravelled, nevertheless we should never end up believing that this means to have accomplished any consistent improvement in our actual ability to communicate and deeply connect with people. In fact the process remains uncompleted, until the openings and unfoldings found through art do not get masterfully transferred back to our everyday life. - OMM

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© 2019 by Ottavia Maria Maceratini