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  • O.M.M.

ARTE COME MEZZO ESPLORATIVO E INTEGRATIVO - ART AS MEANS OF EXPLORATION AND INTEGRATION

Tra le cose di cui maggiormente trarre beneficio dal lavoro interpretativo, sia esso di natura musicale o teatrale, è l'esercizio di esplorare il nostro Io e quello degli altri, per vedere come la mente umana non sia una "cosa unitaria" che ogni tanto si comporta irrazionalmente, ma è un sistema complesso di aspetti differenti in costante interazione tra loro. Delle volte preferiamo "identificarci" con una parte piuttosto che con un'altra, magari perchè ci piace di più/di meno, o perchè l'ambiente intorno ci condiziona a farlo in modo selettivo. Tuttavia resta il fatto che le varie sfaccettature del prisma che siamo, ci appartengono tutte in ugual misura, che ci piaccia o no. Ed è conoscendo tutte le varie sfaccettature che possiamo scoprire non solo noi stessi, ma anche l'altro. E, soprattutto, scoprire ciò che sta e permane aldilà di ogni sfaccettatura. L'esperienza che chiamiamo "Io" ha confini molto più elastici di ciò che normalmente crediamo ed è una percezione potenzialmente estendibile all'infinito. Abbiamo una spinta biologica ad entrare in relazione con ciò che è considerato "altro da noi", un' empatia come "connaturata" e per lo più spontanea, in virtù dei nostri neuroni specchio. Ma entrare con tutti i sensi e più in profondità nel nostro mondo emotivo e in quello dell'altro, accogliendolo veramente, fino a riconoscerci anche in altri "Io", è tutt'altro che un'azione spontanea. È una scelta, e anche un esercizio. "Identificarsi" e "disidentificarsi" sono i mezzi che abbiamo a disposizione per conoscere la realtà umana (e non solo) dal di dentro, al fine di imparare a non considerare nulla come "estraneo", "estraneo a me". Al fine "uscire dall'isolamento" derivante da un'identificazione troppo rigida con ciò che esclusivamente si crede di essere. Al fine di sentire un senso di appartenenza maggiore al tutto. Al fine di sentirsi più a casa ovunque e con chiunque. Il motto "Io sono io e tu sei tu", non è il motto di "un'identità forte", perchè gli manca un pezzo: "Io sono io e tu sei tu. E so e sento che io sono Te e Tu sei me. Nello stesso tempo". Possano le varie forme artistiche e anche di altra natura spronarci costantemente ad espandere il nostro potenziale empatico, anzichè lasciarlo atrofizzare nel darlo per scontato.- OMM

Among the things that most benefit from interpretive work, be it musical or theatrical, is the exercise of exploring our identity and that of others, to see how the human mind is not a "unitary thing" that occasionally behaves irrationally. But it is a complex system of different aspects in constant interaction with each other. Sometimes we prefer to "identify" with one part rather than another, perhaps because we like it more / less, or because the environment around us conditions us to do so selectively. However, the fact remains that the various facets of the prism that we are all belong to us equally, whether we like it or not. And by knowing all the various facets, we can explore not only our own reality, but also the reality of others. And above all, to discover what is and remains beyond any facet. The experience we call "I" has much more elastic boundaries than what we normally believe and is a perception potentially extensible to infinity. We have a biological push to relate to what is considered "other than us", an empathy which is "inherent" and mostly spontaneous, by virtue of our mirror neurons. But entering with all the senses and more deeply into our emotional world and that of the other, truly welcoming it, even recognizing ourselves in other "I's", is anything but a spontaneous action. It is a choice, and also an exercise. "Identifying" and "disidentifying" are the means we have available to know the human reality (and not only) from within, in order to learn not to consider anything as "foreign", "foreign to me". In order to "get out of isolation" resulting from an identification that is all too rigid with whom we exclusively believe to be. In order to feel a greater sense of belonging to the whole. In order to feel more at home anywhere and with anyone. The motto "I am who I am and you are who you are" is not the motto of "a strong identity", because it lacks a piece: "I am who I am and you are who you are. And I know and feel that I am You and You are me. At the same time ". May the various artistic forms and also of other nature constantly encourage us to expand our empathic potential, rather than taking it for granted and thus letting it atrophy"- OMM


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© 2019 by Ottavia Maria Maceratini